VOGHERA – Accordo di programma per il restauro del castello e del sistema viario con il Duomo
VOGHERA. Venerdì scorso 3 luglio presso la Bibblioteca comunale Ricottiana, si è svolto il convegno di presentazione del progetto di restauro e valorizzazione del Castello di Voghera e del sistema viario di collegamento con il Duomo. Hanno partecipato Massimo Zanello, assessore regionale alla cultura, Vittorio Poma, presidente della Provincia, Aurelio Torriani sindaco di Voghera, Marco Facchinotti, assessore provinciale alla cultura, Angiolino Stella Rettore dell’ateneo pavese.
Gli interventi sono stati coordinati da Maria Maggi, dirigente della Sede Territoriale della Regione Lombardia di Pavia, che ha anche letto i messaggi di saluto dell’onorevole Giancarlo Abelli già presidente del Comitato di Coordinamento dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST) di Pavia, e di Domenico Zambetti, assessore regionale all’Artigianato e Servizi della Regione Lombardia e attuale Presidente del Comitato di Coordinamento dell’AQST.
LA STORIA DEL CASTELLO
Fu eretto alla metà del XIV secolo da Galeazzo II signore di Milano, come caposaldo militare, a forma di L ed un solo piano. Ampliato nel 1372 secondo lo schema dei castelli viscontei di pianura cioè con pianta quadrata, torrioni angolari e torri a difesa dei due ingressi contrapposti, diviene residenza dei diversi feudatari cui viene concessa la città, ma, già a fine ‘400, è obsoleto dal punto di vista militare. Nel ‘600, abbattuta la torre sull’ingresso nord dopo eventi bellici, l’intera ala nord è riadattata secondo le proporzioni attuali e abbellita con i paesaggi affrescati alla galleria del primo piano, riportati recentemente in luce.
Dal 1744, col passaggio di Voghera agli Stati Sardi, il Castello diviene sede di magistrature, uffici regi e magazzini. Durante l’occupazione francese la parte meridionale è adibita a carcere e un imponente muro divide in due il cortile. Nel 1830 il governo sabaudo destina la parte settentrionale a sede di tribunale e uffici finanziari, mentre il fossato viene progressivamente interrato. Dal 1986 inizia l’abbandono, a seguito della chiusura del carcere. Nel 1994 il Castello viene affidato alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Milano, e iniziano i lavori di recupero, con fondi messi a disposizione da MiBAC, Fondazione Cariplo e Comune di Voghera.
La rimozione degli intonaci fa emergere gli affreschi al primo piano: la torre Sud-Est, l’attiguo studiolo e la successiva sala sull’ala Est rivelano, salvati dalle controsoffittature ottocentesche, un grande stemma, le muse attribuite a Bartolomeo Suardi detto il Bramantino e ampie tracce di un paesaggio alberato. Nel 1997 e 1998 i lavori nella galleria dell’ala Nord portano alla luce un vasto affresco a paesaggi del XVII secolo.
GLI INTERVENTI AL CASTELLO
I lavori di restauro sono quindi proseguiti all’interno di un Accordo di Programma, siglato il 4 marzo 2005 fra MiBAC, Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Università di Pavia e Comune di Voghera e sostenuto anche dalla Fondazione Cariplo. È stato eseguito l’adeguamento impiantistico e funzionale delle ali Nord ed Est e attualmente sono in corso il restauro dei prospetti esterni e la revisione delle coperture delle medesime ali, attuati dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Paesaggistici di Milano. I lavori dovrebbero terminare per giugno 2010.
Si sta inoltre realizzando la sistemazione dell’accesso nord al Castello
Contemporaneamente sono state avviate la riapertura del fossato e la sistemazione del parco urbano e della strada attorno al Castello, con termine previsto nell’ottobre 2009.
LA VIABILITA’ VERSO IL DUOMO
L’asse viario di collegamento del Castello con il Duomo ha tracciato che risale all’Alto Medioevo.
I lavori di recupero di Via Cavour, a carico del Comune, verranno realizzati nel 2010.
In prospettiva si prevede destinazione d’uso del Castello per scopi culturali, con la suddivisione dell’edificio in tre aree (una destinata a esposizione museale permanente; una seconda destinata a spazi espositivi, manifestazioni e centro convegni; una terza da destinare ad attività di servizio) e il recupero del cortile ad uso polifunzionale.
Lo studio di modello gestionale ha individuato proposte compatibili con le specificità storico-artistiche del Castello e del suo contesto.
L’Accordo ha previsto inoltre un primo lotto di interventi, già realizzati, per il recupero e restauro del Teatro sociale.
07 / 07 / 2009
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