PAVIA – Chiude il 20 gennaio la mostra dedicata alle macchine fotografiche e alle immagini di Guglielmo Chiolini PAVIA. Si chiude il prossimo 20 gennaio la mostra che i Musei Civici di Pavia hanno dedicato alla recente acquisizione delle attrezzature fotografiche di Guglielmo Chiolini donate dalla famiglia.
Il lascito con 145mila lastre fotografiche, arricchisce ulteriormente l'Archivio Fotografico dei Musei che conserva materiale di documentazione della città a partire dal tardo Ottocento - incrementato anche grazie alle singole donazioni di cittadini -, ma che non comprendeva finora strumenti fotografici. La mostra, inaugurata lo scorso 1° dicembre nella sede dei Musei Civici al Castello Visconteo, propone una rassegna delle diverse macchine fotografiche di proprietà del fotografo pavese e che aiutano a ripercorrere l'evolversi della tecnica fotografica dall’inizio del ‘900 al 1970; tra queste compare la macchina più antica di proprietà di Chiolini, su cavalletto, immortalata accanto all'operatore in una fotografia ormai diventata emblematica e con la quale Chiolini aveva iniziato l'attività di ritrattista. Questo amore è testimoniato in mostra dalla presenza di un piccolo nucleo di immagini della Pavia del secolo scorso riprodotte in grande e gigantografia: lo studio Chiolini fu il primo in città a dotarsi di strumentazioni adatte a questo tipo di ingrandimenti.
L’acquisizione del patrimonio del fotografo Chiolini é di particolare importanza per la storia della città per l’importanza che la ditta Chiolini ha avuto in ambito pavese ma anche per la notorietà personale del titolare. Le importanti committenze ricevute da imprese di livello internazionale, attraverso le quali Guglielmo Chiolini aveva portato il nome di Pavia anche all'estero, gli avevano consentito di ingrandire la sua attività facendo crescere una vera e propria scuola di giovani fotografi che in seguito avrebbero continuato la sua opera.
Chiolini prese infatti parte all’Esposizione di Londra del 1921 e conquistò il primo premio alla Mostra Fotografica della Montagna a Busto Arsizio nel 1950 tra 454 espositori da tutto il mondo; vinse anche il primo premio all aMostra Internazionale della Leica nella sezione “Paesaggi e Colori” diventando nel 1970 Commendatore della Repubblica.
La professionalità del fotografo si sposava, infatti, con la grande passione per la ripresa che trovava nella città il soggetto preferito del suo obiettivo anche nel tempo libero.
Quasi tutte le aziende pavesi inoltre commissionarono a Chiolini immagini per cataloghi, interni, riproduzione di macchinari e quanto serviva alla pubblicizzazione delle loro attività tanto che il catalogo delle immagini di Chiolini diventa anche un importante rassegna economica per immagini della realtà pavese della metà del ‘900. Ed é anche questo uno dei motivi per cui l’Università ha selezionato 5200 immagini facendole confluire nel Fondo Fotografico dell’Istituto Pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea
L’apertura della mostra ai Musei Civici é da martedì a domenica dalle 9 alle 13,30.
05 / 01 / 2008
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