PAVIA - Legambiente scrive al Presidente Napolitano sul caso Fibronit.
PAVIA Questo il testo della lettera che Legambiente ha predisposto e inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e che é stata sottoscritta da 67 cittadini oltre che da rappresentanti di Legambiente della provincia di Pavia, del sindacato, dal sindaco e dai capigruppo del consiglio comunale che hanno anche sottoscritto l’esposto in Procura presentato un mese fa da Legambiente.
Al Presidente della Repubblica
On Giorgio Napolitano
Illustrissimo Presidente della Repubblica,
ci rivolgiamo a Lei, così sensibile alla tematica delle conseguenze della mancata sicurezza sul lavoro, perché siamo molto preoccupati da un problema che tocca drammaticamente una intera comunità ed il suo territorio.
Intendiamo parlarLe di un dramma che viene vissuto a Broni, una cittadina dell’Oltrepò Pavese conosciuto per le sue dolci colline e i suoi preziosi vigneti.
A Broni fino al 1992 era attiva la Società Fibronit che produceva manufatti di cemento amianto; con la chiusura dello stabilimento la produzione di fibrocemento è cessata, ma purtroppo non così l’amianto presente nei macchinari, negli edifici e depositi, anche all’aperto. Da quel momento si è reso evidente un dramma che ha colpito molti ex lavoratori, ma anche loro parenti e cittadini della comunità. Malattie mortali legate all’amianto, quali il mesotelioma e il cancro al polmone si sono manifestate con percentuali molto superiori alla norma. La situazione e la sua drammaticità è ormai conosciuta e riconosciuta dalle autorità competenti sia Istituzionali che sanitarie e, tenendo conto che i tempi di latenza delle malattie legate all’amianto variano da 15 a 40 anni, si teme che il picco debba essere ancora raggiunto. L’intera comunità sta pagando un prezzo intollerabile che i numeri delle statistiche solo in parte rendono visibile attraverso i dati, purtroppo ancora largamente incompleti che registrano 50 decessi per mesotelioma fra i dipendenti Fibronit, soltanto dagli anni 1975 al 2004, e 110 tumori al polmone dal 1964 ad oggi. Dal 1993 al 2002 si sono verificati anche 30 decessi per mesotelioma tra gli abitanti di Broni e del vicino comune di Stradella. I decessi continuano tuttora, a un ritmo di tre-quattro l'anno.
Sono state avviate iniziative legali con esposti e denunce ed è in corso un procedimento da parte della Procura della Repubblica di Voghera, che dovrebbero darci un quadro più preciso delle responsabilità penali e della dimensione del dramma.
Noi ci rivolgiamo a Lei per chiederLe di aiutarci a fermare questa "strage"; verità e giustizia riguardano il passato, oggi il problema è impedire che l’amianto continui a nuocere. Occorre la bonifica immediata dell’area ma purtroppo, come molte volte accade, non ci sono i finanziamenti necessari per attuarla; a Broni a fronte di una stima di costi di bonifica valutata tra i 20 e i 25 milioni di euro vi è una disponibilità di circa 3,5 milioni di euro, troppo poco per eliminare definitivamente il pericolo costituito dall'amianto ancora contenuto negli edifici e nei terreni appartenuti all'azienda.
La comunità ha vissuto tante fasi, c’è stata la fase del fatalismo, quella della rimozione e quella della rassegnazione; oggi è il tempo della consapevolezza.
E’ con questo atteggiamento che noi Le chiediamo aiuto per Broni, ma anche un intervento per tutte le comunità che in Italia vivono un dramma simile al nostro; quello di essere costrette a vivere e a convivere con un area inquinata che, tanto o poco ma ogni giorno inesorabilmente, mina la salute dei cittadini e con questo la convivenza e la coesione sociale di una comunità. Un Paese civile deve affrontare e risolvere questi casi che sono un’emergenza e che si avvicinano moltissimo al diritto alla vita.
Ovviamente siamo disponibili a darLe tutte le informazioni e la documentazione che riterrà necessaria; Le inviamo questa lettera in anticipo con queste prime firme, ma Le faremo recapitare la raccolta di adesioni a questo appello. Non speriamo in tanto, ma se volesse conoscere i cittadini di Broni ed il nostro territorio che fortunatamente non ha solo la Fibronit, ci farebbe enorme piacere. Intanto La salutiamo con deferenza, ma grande affetto e riconoscenza per il tempo che ci ha dedicato e ci vorrà dedicare.
Info Gianluigi Vecchi - e-mail – glvecchi@tin.it - cell 348/8231528 Fr Canarazzo 22 – Carbonara al Ticino (PV) 27020
A seguire le firme dei cittadini dei vari Comuni firmatari della lettera al Presidente della Repubblica che hanno sottoscritto anche l’esposto presentato da Legambiente”.
Per informazioni dettagliate sul caso Fibronit, leggete nel dossier di AgipaPress
12 / 04 / 2008
Per contattare la redazione del sito Ecodipavia scrivere all'indirizzo email ecodipavia@email.it