BRONI – Il pangasio? Non lo si distribuisce più. Ma il problema resta
BRONI. Questa mattina c’è stato un incontro fra la rappresentante dei genitori nella Commissione mensa della scuola De Amicis Giuseppina Vinzoni ed il sindaco di Broni Luigi Paroni. Alla richiesta della signora Vinzoni, il sindaco ha letto la mail che la ditta Sodexo, che fornisce il servizio mense delle scuole comunali di Broni, ha inviato al primo cittadino per soddisfare le richieste avanzate di chiarimento sul problema sollevato dalla rappresentante dei genitori.
L’azienda spiega cheé stata cessata la somministrazione del pesce pangasio nella mensa scolastica di Broni il 26 novembre scorso. La ditta quindi garantisce il sindaco che “non è stato più somministrato il prodotto in oggetto”. E si aggiunge che durante la riunione della commissione mensa tenutasi a Broni il 10 gennaio scorso, l’azienda aveva già affrontato il l’argomento con i membri dei genitori ed insegnanti presenti, spiegando in modo comprensibile i motivi che hanno indotto alla sospensione del prodotto”.
L’azienda inoltre spiega che “il pesce non è mai stato presente nei menù della refezione scolastica e la sua successiva introduzione è stata motivata dal fatto che tale pesce, riscuoteva nei bambini un gradimento decisamente superiore alla media tanto che, dopo aver ricevuto la formale autorizzazione all’inserimento nel menù previo parere favorevole dell’Asl, si è decisa la sua introduzione”. Si aggiunge poi che questo pesce è presente in mense aziendali, ristoranti e alberghi in tutta Italia ma che, dopo la campagna d’informazione negativa “provocando ovviamente allarmismo molto preoccupante da parte della popolazione sia scolastica che non” l’azienda ha deciso di sospenderne ovunque la somministrazione nonostante non vi era una vera propria emergenza sanitaria e nonostante le Asl non ponessero assolutamente il veto al suo utilizzo”.
Insomma tanto rumore per nulla, sembra far capire l’azienda che però ribadisce che il pangasio è stato comunque eliminato.
“Qui mi si vuole far passare per un’allarmista ma non è così – commenta Giuseppina Vinzoni al termine dell’incontro con il sindaco -. Che motivo aveva l’azienda di far girare un menù fra i genitori della Commissione dove compare il nome del pangasio, se il pangasio non c’era più ? A maggior ragione sapendo che c’era stata preoccupazione al riguardo? Sembra un comportamento assurdo e in contrasto con la normale salvaguardia della propria immagine che ciascuna azienda sta attenta a conservare. Inoltre non mi va di passare per disattenta e sobillatrice: nel corso della riunione ho chiesto a chi rappresentava la Sodexo, informazioni sul pesce e mi è stato risposto, fra l’altro, in modo brusco e scortese, che era un pesce di mare e che non c’era sul menù dato ai bambini.
Quindi mi sono limitata a chiedere informazioni visto che il mio compito è sapere e capire per poter informare i genitori che rappresento. Se questo infastidisce qualcuno, la cosa non mi riguarda, ma resta il fatto che, a fronte di questo comportamento strano, vorrei una garanzia scritta dalla Sodexo che davvero il pesce pangasio non arriverà più nei piatti dei bambini. In merito poi alle disquisizioni sul pericolo più o meno rilevato dall’Asl, lascio libera facoltà di fare come ho fatto io, leggere le numerose relazioni di allerta del Ministero della salute e le decisioni di altre Asl e Comuni, come quelli di Borgomanero dove il pangasio, su indicazione del tecnologo alimentare del Comune, è stato eliminato dal menù dei bambini perché non confacente alle esigenze di una sana alimentazione”.
In effetti è sufficiente leggere sul sito de La Stampa del 14 novembre del 2008 per trovare proprio la messa al bando del pangasio dalle mense scolastiche del Comune di Borgomanero con buona pace delle altre Asl non troppo “allarmiste” e comunque una decisione più in linea con le direttive delle allerte sollevate dal Ministero della Salute già dal 2005 e ripetute negli anni successivi. Certo il costo molto basso del pescione vietnamita attira molto per il risparmio che consente alle aziende, ma viene da pensare che la presenza documentata di agenti inquinanti, come la malachite verde e leucomalachite in prodotti della pesca provenienti soprattutto dall’Indonesia e Vietnam in 17 casi nel solo anno 2006, rilevati dal Ministero della salute in filetti di pangasio importato dalla Polonia, dalla Spagna, dal Belgio e dalla Grecia, e di 46 segnalazioni di riscontro di idrocarburi policiclici aromatici e benzopirene in prodotti ittici tra cui anche il “pangasio secco” proveniente dalla Tailandia e notificati dalla Gran Bretagna, imporrebbe non solo una garanzia di non uso di questo pesce, ma addirittura la decisione definitiva del Ministero di bandire questo alimento dai mercati ittici del Paese per eccesso di rischio non lasciando alla discrezionalità delle sole Asl una decisione in taluni casi troppo permissiva e che non appare certo quella migliore per garantire una sanità alimentare tanto sbandierata, ma qualche volta trascurata.
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28 / 01 / 2009
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